Itinerario

L'Abbazia e il borgo

Il Borgo di Sesto al Reghena, uno dei più belli d'Italia, si è sviluppato attorno alla celebre Abbazia di Santa Maria in Silvis, di fondazione longobarda (735 d.C. circa). Ma le origini di Sesto sono molto più antiche. Il suo nome è rivelatore. Si trattava di una statio - una stazione di posta - al quinto miglio della strada che da Iulia Concordia portava al Norico. Recenti studi archeologici hanno fatto emergere, a Sesto e il tutto il territorio circostante, interessantissimi reperti dell'età del bronzo.

Dati percorso

Difficoltà: Facile

Durata: 2h

Lunghezza: 2 km

Da fare: a piedi

Le tappe

Questo itinerario ci consente di conoscere il complesso abbaziale e il borgo che lo circonda.

La visita inizia di fronte a Torre Grimani, uno dei monumenti più iconici di Sesto al Reghena, quello che ci fa apparire l'abbazia in forma di castello, cioè turrita e munita di porte. Fino al 1800 era dotata di ponte levatoio, come si conviene ai castelli degni di tale nome. Le esigenze di difesa c'erano tutte: nel 899 d. C. venne devastata e saccheggiata dagli Ungari, che la rasero al suolo. Nel 960 d.C. iniziò la sua ricostruzione, in forma di castello: arrivò ad avere fino a sette torri, com'è testimoniato dallo stemma dell'abate Savioli del 1400.

Oltrepassata Torre Grimani, si entra in piazza Castello, una delle piazze più amate del Friuli Occidentale. Sulla piazza, dove ogni estate di tengono bellissimi concerti che ospitano artisti internazionali, organizzati dalla Pro Sesto, si affacciano i più importanti edifici del borgo.

Da un lato, la Cancelleria abbaziale, sede del potere civile, che nei secoli fece anche da tribunale e da prigione.

Dall'altro, la Residenza abbaziale, edificio che deve la sua forma attuale ad una ristrutturazione in forma di villa veneta nel '500: la facciata reca gli stemmi di cinque abati commendatari. Dalla seconda metà dell'800, la residenza abbaziale è diventata il Palazzo del Comune.

Tra Cancelleria e Residenza abbaziale, la Torre Campanaria, alta 33 metri, costruita in stile lagunare.

L'ingresso allo spazio sacro costituisce un unicum: niente facciata con rosone, niente archi romanici o guglie gotiche.

Un semplice portale sovrastato dall'Arcangelo Gabriele annuncia l'entrata. A sinistra, una loggetta con alcuni degli affreschi più antichi del complesso: all'interno - e nascosti - a tema cavalleresco; all'esterno, ad accogliere il pellegrino, la Madonna in trono con san Giovanni Battista e san Giacomo e un gigantesco san Cristoforo con il Bambino sulle spalle, molto rovinato dal tempo.

Oltrepassato il Portale, si fronteggiano l'Inferno e il Paradiso del pittore Antonio da Firenze, su ispirazione dantesca. Nella controffacciata, l'Arcangelo Michele che pesa le anime e le indirizza a seconda di come si sono comportate in vita.

Si prosegue poi visitando il lapidario, che raccoglie importanti vestigia lapidee che vanno dall'età romana al basso medioevo. Sulla parete che divide dalla basilica abbaziale, il primo segno della scuola di Giotto: il celebre affresco dell'Incontro dei tre vivi e dei tre morti, allegoria della brevità e caducità della vita.

Ed eccoci nella basilica abbaziale. Frutto di restauri di inizio '900 che ricostuirono la cripta andata perduta, è divisa in tre navate. L'abside e il transetto custodiscono il più importate ciclo giottesco del Nord Italia, dopo Padova e la Cappella degli Scrovegni. Vi si celebrano Santa Maria, patrona dell'abbazia e santi Pietro, Giovanni e Benedetto. Recentissimi restauri hanno riservato soprese importantissime, che impongono una nuova lettura storico artistica dell'intero complesso.

Nella cripta, la misteriosa e bellissima Urna di Sant'Anastasia, in marmo greco, capolavoro del rinascimento liutprandeo longobardo.

All'esterno, il segni della primigenia chiesa di Sant'Andrea. Dopo aver percorso le passerelle nel Parco abbaziale, si giunge al Giardino all'Italiana di Palazzo Burovich, e, da lì, attraverso via Roma, il punto di arrivo dell'itinerario è villa Fabris Zanardini.


  • Torre Grimani
  • Piazza Castello
  • Cancelleria e Residenza abbaziale
  • Abbazia: atrio, vestibolo e lapidario
  • La Basilica abbaziale e il ciclo giottesco
  • La Cripta e l'Urna di Sant'Anastasia
  • La chiesa primigenia di Sant'Andrea e il Parco Abbaziale
  • Il Giardino all'Italiana
  • Via Roma e piazza Aquileia
  • Villa Fabris Zanardini

Cosa vedere lungo il percorso

Punti di interesse

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LA MAPPA

Ulteriori informazioni

Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.

Per ulteriori informazioni su guide, alloggi, ristoranti e indicazioni utili:

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